Concierge Service

La Calabria

Un viaggio in Calabria, terra di straordinaria bellezza cullata da due mari per ottocento chilometri, potrebbe essere un’esperienza unica accompagnata da panorami incomparabili. Per conoscere la vera essenza della Calabria non bisogna limitarsi a visitare la costa, ma addentrarsi nell’entroterra alla ricerca di ambienti selvaggi e incontaminati. Il territorio calabrese è prevalentemente montuoso,ma vi sono immense distese verdi, laghi affascinanti, cascate che accarezzano i monti e scivolano verso il mare. Le cime che degradano a picco sul mare e vette che formano terrazze naturali, offrono una vista panoramica indimenticabile. Un mondo dove la natura si mescola ad antiche forme di civiltà, nelle quali, tra morbidi sentieri, è possibile riscoprire i luoghi abbandonati, le chiese, i monasteri, i castelli, i palazzi, e i luoghi dove sopravvivono secolari etnie, dialetti, tradizioni, antiche arti, gastronomie e folklore. Tutto questo è la Calabria…Scopritela  con  noi! Come arrivare:

  • In auto: Autostrada Salerno-Reggio Calabria (uscita Rosarno per Marina di Gioiosa Jonica). Proseguire per Roccella Jonica (5 KM dall’uscita)
  • In treno: carrozze dirette da tutte le linee principali per Roccella Jonica.
  • In aereo: da tutti gli aeroporti con scalo a Lamezia Terme o Reggio Calabria.

Itinerari

Tutto il territorio calabrese è ricco di opere significative . Notevoli resti edilizi e ornamentali suggeriscono un viaggio immaginario attraverso l’ epoca greca, bizantina e Normanna . Da visitare, ricchissimi musei, alcuni privati, ove vengono custoditi reperti di inestimabile valore storico- archeologico. I nostri tour prevedono le visite guidate nei centri di maggiore interesse storico-culturale, quali i seguenti luoghi:

Gerace

Roccella – Gerace 23,3 km Circa 38 min.

gerace2gerace(Dialetto Greco-Calabro: Ièrax, Jèrax) E’ un comune di 2.883 abitanti della provincia di Reggio Calabria ed è una vera perla della Regione. La cittadina, che conserva ancora oggi un’impostazione e un fascino medievale, si trova all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Il centro urbano, in particolare il borgo antico, è ricco di chiese, palazzi d’epoca, e vani, un tempo abitazioni o botteghe, scavati direttamente nella roccia. Vi si possono ammirare un castello ed una splendida cattedrale, entrambi di epoca normanna, oltre a numerose costruzioni di varie epoche e stile architettonico. Dalla sua posizione arroccata Gerace gode di un’ampia e panoramica visuale su gran parte del territorio della Locride. A Gerace, opera la Fondazione Città di Gerace, ente di formazione e di promozione della cultura che organizza ogni anno un master internazionale post laurea in restauro e ha istituito una Scuola Ambientale per le visite guidate delle scolaresche che volessero visitare la città. Tra le numerose chiese presenti nella cittadina (nel XVIII secolo se ne contavano oltre sessanta) la più preziosa ed importante è quella di San Francesco, risalente al XIII secolo, al cui interno è situato un fastosissimo altare barocco riccamente intarsiato con marmi che riproducono suggestive immagini policrome. Di notevole importanza sono anche la chiesetta di San Giovannello (X secolo) e la chiesa di Santa Maria del Mastro, a croce greca.

La Cattedrale di Gerace

Fu consacrata nel 1045 e rifatta poi in epoca Sveva. Presenta una parte absidale molto alta con più absidi cilindriche e archi. All’interno l’edificio ha tre navate, separate fra di loro da file di 13 colonne provenienti, secondo gli studiosi, dai templi delle rovine di Locri antica. Dall’abside centrale si può scendere ed entrare nella cripta. È possibile inoltre visitare la prigione dei cinque martiri di Gerace. 

Stilo

Roccella – Stilo 34,7 km Circa 40 min.

stilo-cattolicaUn paese custodito dalle pendici del monte Consolino nel verde ricco di testimonianze storiche e culturali. Godrete della lunga estate calabrese, delle stupende passeggiate tra le verdeggianti colline e dell’accoglienza calorosa dei suoi abitanti! Stilo offre al turista-visitatore la possibilità di godersi suggestive e simpatiche zone di indiscusso valore paesaggistico, storico e artistico. Il paese presenta monumenti molto interessanti da ammirare nelle sue molteplici e infinite bellezze. Soggetta all’impero di Bisanzio fino all’XI secolo, la Calabria conserva oggi numerose testimonianze dell’arte orientale, ne è un valido esempio la Cattolica di Stilo del IX secolo, piccolo gioiello di architettura bizantina. La Cattolica era la chiesa madre tra le cinque parrocchie del paese, retta da un vicario perpetuo (succeduto al protopapa di epoca bizantina), che aveva diritto di sepoltura al suo interno. ne sono testimonianza i resti umani rinvenuti in un sepolcro marmoreo con un anello di valore. La denominazione di Cattolica stava ad indicarne la categoria delle “chiese privilegiate” di primo grado, infatti con la nomenclatura impiegata sotto il dominio bizantino nelle province dell’Italia meridionale (soggette al rito greco), la definizione di katholikì spettava solo alle chiese munite di battistero. Cosa che è rimasta fino ad oggi in certe località legate per tradizione a questo titolo, come ad esempio la chiesa “Cattolica dei Greci” di Reggio Calabria che fu la prima della città. In effetti l’architettura, la ricchezza degli affreschi e la copertura in piombo delle cupole dimostrano che non si tratta di un tempietto di minore importanza. La Cattolica di Stilo, costituisce un’architettura puramente e tipicamente bizantina, come si può vedere dalla pianta e dalla costruzione, unico esempio del genere con la sua gemella di San Marco in Rossano ad ovest dell’Adriatico. L’esterno La Cattolica si rifà al modello della croce greca inscritta, tipico del periodo medio-bizantino, durante il quale la profonda evoluzione nell’architettura religiosa fu connotata dall’elaborazione di sistemi particolarmente raffinati ed originali. All’interno la chiesa è divisa in nove spazi uguali da quattro colonne, lo spazio quadrato centrale e quelli angolari sono coperti da cupole su dei cilindri di diametro uguale, la cupola mediana è leggermente più alta ed ha un diametro maggiore. Sulla parte di ponente la costruzione si adagia per lo più sulla roccia nuda, mentre la parte di levante, che termina con tre absidi, poggia il suo peso su tre basi di pietra e di materiale laterizio. L’aspetto generale dell’edificio è di forma cubica, realizzato con un particolare intreccio di grossi mattoni uniti tra loro dalla malta. L’uso del materiale laterizio (più costoso ma più semplice da utilizzare) e la tecnica usata dai costruttori, non trovarono però concorde Paolo Orsi, sovrintendente al Museo Nazionale di Reggio Calabria, che data i mattoni come “cortine di laterizi della buona età imperiale”, in contrapposizione ad altri studiosi che pensavano fossero usati per “disciogliere la plasticità della parete nell’accentuazione della grana e del colore del materiale”. La Cattolica esternamente è quasi priva di decorazioni, a parte le cupolette che ne sono ricche, rivestite di mattonelle quadrate di cotto disposte a losanga, e di due cornici di mattoni disposti a dente di sega lungo l’andamento delle finestre. L’interno La particolare collocazione delle fonti di luce all’interno della Cattolica, mette in risalto lo spazio e conferisce maggiore slancio (mediante un sottile richiamo al meccanismo simbolico della gerarchia e della scala umana). Questa dilatazione dello spazio serviva a mettere in risalto gli affreschi di cui i muri della chiesa erano interamente ricoperti in origine, decorazioni pittoriche dunque a cui era affidato il compito di decontestualizzare la superficie muraria. Il piccolo ambiente della chiesa è munito di tre absidi sul versante orientale: quella centrale (il bema) conteneva l’altare vero e proprio, quella a nord (il prothesis) accoglieva il rito preparatorio del pane e del vino, mentre quella a sud (il diakonikon) custodiva gli arredi sacri e serviva per la vestizione dei sacerdoti prima della liturgia. In particolare sopra l’abside di sinistra è posta una campana (di manifattura locale) del 1577, risalente all’epoca in cui la chiesa fu convertita al rito latino, che raffigura a rilievo una Madonna con Bambino e, limitata da croci, un’iscrizione: « Verbum Caro Factum Est Anno Domini MCLXXVII Mater Misericordiæ » Un pezzo di colonna antica nell’abside prothesis, fu adibito a mensa per la conservazione dell’eucarestia, mentre le quattro colonne che sostengono le cupolette, poggiano su basi differenti, recuperate da epoca molto più antica (es. una base ionica capovolta innestata sopra un capitello corinzio rovesciato, o ancora un capitello ionico capovolto). Sono inoltre presenti all’interno della Cattolica delle iscrizioni in lingua araba, una corrisponde alla shahada, ovvero alla professione di fede: « La Ila ha Illa Alla h wahdahu” ovvero: “Non c’è Dio all’infuori di Dio solo” che presumibilmente vuol dire: “Non vi è Dio all’infuori del Dio unico »  mentre un’altra recita: « Lilla hi al Hamdu” ovvero: “A Dio la lode » Infatti non è da escludere un eventuale uso della Cattolica come oratorio musulmano, come d’altro canto non è da escludere che le colonne possano essere state portate sul posto già incise; comunque gli Arabi, il cui scopo generalmente non era la conquista della regione ma il suo saccheggio, inspiegabilmente non distrussero la piccola chiesa bizantina, ma decisero di innalzarla a propria sede di culto e di preghiera, forse perché attratti dalla sua bellezza, e dal suo particolare posizionamento.  

Roccella Ionica

roccellaAi piedi del costone roccioso che delimita le alture del Bosco Catalano, Roccella Jonica è una cittadina moderna e di grande ricettività. Dotata di un moderno teatro, cinema, anfiteatro, locali da ballo e lungomare attrezzato, porto turistico. La città vecchia si configura come un borgo fortificato con la presenza dell’imponente Castello Angioino, dei Carafa, e della torre medioevale. Il principe Fabrizio Carafa fu uno dei maggiori persecutori di Tommaso Campanella. Il Castello, posto su una rocca a picco che guarda il mare, era una fortezza inespugnabile tanto che neanche i Turchi nel1553, i quali pur saccheggiarono Reggio e dintorni, riuscirono a scalfirla. Essi, al contrario, subirono gravi perdite e la distruzione di buona parte delle centocinquanta galere con le quali si erano giunti in Calabria. Ristrutturato nel ‘700 dai Carafa, il castello assunse i caratteri di residenza signorile. Ai piedi del castello sorge il caratteristico Santuario di Maria SS. Delle Grazie, edificato nel 1545, oggetto d’intenso culto da parte della popolazione locale. Gli insediamenti umani documentati risalgono alla prima età del ferro come risulta dall’interessante necropoli, ascritta a questo periodo, riportata alla luce in zona Sant’Onofrio ai confini col territorio di Paulonia. Oggi il Castello ha, a parte la sua importanza storica, anche un’importanza culturale in quanto, centro di manifestazioni Nazionali, quali il Festival Jazz, che ogni anno raduna tra i più grandi artisti nazionali e non, di questo genere musicale, sfilate di alta moda e serate di cabaret( “Zelig”).Sul lungomare si possono ammirare, in prossimità di Piazza San Vittorio, due colonne di porfido egiziano, appartenenti o destinate ad un tempio pagano e ritrovate da pescatori sulla spiaggia intorno al 1863 in località Melissari. 

Reggio di Calabria

Roccella – Reggio di Calabria 108 km Circa  1 ora e 28 min.

E’ la prima città calabrese per antichità, estensione geografica e numero d’abitanti. Dal 29 Aprile 2009 è divenuta la decima città metropolitana dello Stato italiano. È capoluogo della provincia omonima, ed è sede del Consiglio regionale della Calabria. Con 185.621 abitanti è il diciottesimo comune più popoloso d’Italia. L’area metropolitana di Reggio conta 374.437 abitanti e comprende numerosi comuni tra la Piana di Gioia Tauro e Melito di Porto Salvo fin sull’Aspromonte; infatti Reggio è la sesta città di rango metropolitano dell’Italia Meridionale (dopo Napoli, Palermo, Catania, Bari, Messina) e su di essa e sulla dirimpettaia Messina gravita la vasta Regione Calabro-Sicula dello Stretto. Con oltre 10 milioni di passeggeri trasportati all’anno, il porto di Reggio è il secondo in Italia nel settore , mentre con un flusso di 2.500.000 persone l’anno la stazione ferroviaria centrale è il maggiore scalo della Calabria per numero di passeggeri. Reggio viene tradizionalmente chiamata “Città della Fata Morgana” perché qui si manifesta il raro fenomeno ottico-mitologico della Fata Morgana, durante il quale la costa siciliana sembra distare solo pochi metri rendendo possibile distinguere molto bene case, auto e persone. Reggio è nota come la “Città dei Bronzi” per i famosi Bronzi di Riace, simbolo delle proprie origini magnogreche, ed è considerata la “Città del Bergamotto”, agrume che cresce solo in una ristretta fascia costiera (larga circa tre km all’interno del litorale reggino), che si estende da Scilla a Brancaleone per circa 85 km. La Storia bronziLa costruzione del museo si deve all’archeologo Paolo Orsi che, dopo il terremoto del 1908, auspicò la fusione del vecchio Museo Civico (1882) con le collezioni statali e i reperti provenienti dagli scavi da lui condotti in Calabria. La vastissima documentazione archeologica, ospita i reperti provenienti in Calabria in oltre 160 anni di ricerche. L’attuale edificio che si sviluppa su 4 piani fu progettato da Marcello Piacentini nel 1932. L’esterno è in stile 900 con medaglioni emblematici dalle antiche colonie magnogreche. Dopo il 1954 molti ampliamenti lo hanno arricchito, fino a quelli del 1981 (con l’istituzione, al piano inferiore, della sezione di archeologia subacquea, che ospita i famosi Bronzi di Riace e la splendida testa del Filosofo da Porticello) e del 1982 (con l’apertura al primo piano delle sale dedicate ai materiali provenienti dalle colonie e sub-colonie del territorio calabrese). Al pian terreno è disposta la Collezione preistorica protostorica e locrese; al primo piano, oltre all’esposizione dei materiali provenienti da Reggio, Medma, Caulonia, Krimisa e Laos, trovano spazio anche la collezione numismatica e una scelta di epigrafi greche e romane. Al secondo piano si trova la sezione d’arte medievale e moderna che attende ancora un’adeguata sistemazione: tra le altre opere, degne di menzione sono due tavolette di Antonello da Messina (S.Girolamo penitente e I tre angeli, 1460 ca.) e “Il ritorno del figliol prodigo” di Mattia Preti (1656-60). Il museo possiede inoltre una ricca biblioteca con oltre diecimila volumi, un laboratorio fotografico e un gabinetto di restauro. Gli ambienti interni del museo, sono stati ideati privi di ricchezza sfarzosa, senza arredamenti e decorazioni particolari, cose che sicuramente avrebbero distolto l’attenzione del visitatore dagli oggetti esposti. Regna, invece, una signorile semplicità che contribuisce a polarizzare l’ammirazione sugli oggetti archeologici sistemati nelle bacheche vitree. Lungomare Italo Falcomatà reggioRealizzato dopo il 1908, rappresenta un itinerario di particolare interesse, sia naturalistico che culturale. Splendido il panorama che vi si può ammirare, dello Stretto e della Sicilia; eccezionali le piante d’alto fusto che ombreggiano l’intero percorso per più di un chilometro, menzionato anche da D’annunzio Come “Il chilometro più bello d’Italia”. Ricca di effluvi marini è l’aria che vi si può respirare. Lungo l’intero corso della via vi sono innumerevoli riferimenti alla storia della città e alla storia italiana. Dal lungomare può capitare di vedere riflessa nel cielo e capovolta, in eccezionali condizioni climatiche, la dirimpettaia Messina. Questo fenomeno, al quale è stata dedicata ampia letteratura, e’ denominato Fata Morgana. Maestose sono tutte le piante d’alto fusto, tra le quali quelle più presenti sono il Ficus Magnolioides e vari tipi di palme. 

Locri

Roccella – Locri 17,5 km Circa  23 min.

locriLa storia di Locri è strettamente legata alla storia di altri due centri sorti nella zona circostante:

  • Locri Epizefiri, polis della Magna Grecia fondata nel VII secolo a.C.
  • Gerace città medievale costruita nel IX secolo.

Dopo la conquista romana di Locri Epizephiri e a seguito sia delle scorrerie saracene e turche che della piaga della malaria, il sito fu progressivamente abbandonato e gli abitanti si spostarono verso le più sicure colline dell’entroterra dove sorse Gerace. Nel XIX secolo, col ritorno della popolazione verso le zone costiere e grazie anche all’avvento della ferrovia, si sviluppò l’abitato di Gerace Marina, frazione appartenente al comune di Gerace. Gerace Marina acquistò sempre più importanza col trasferimento, da Gerace, di alcune importanti strutture amministrative e commerciali (il Tribunale e la Banca Popolare nel 1880) e la nascita e lo sviluppo di importanti attività commerciali ed industriali (le Officine Meccaniche Calabresi impiegavano circa 150 operai). Gerace Marina divenne comune autonomo nel 1905. Nel 1934 il comune di Gerace Marina cambiò dominazione e assunse l’attuale nome di Locri. Nel corso del XX secolo assunse il ruolo di centro amministrativo e culturale del territorio circostante (la Locride), ospitando numerosi uffici (Tribunale, Sede Vescovile, Banche, Ospedale, Archivio di Stato,Ufficio Imposte ,Casa Circondariale ecc.) e istituti di istruzione superiore (Liceo Classico, Liceo Scientifico, Istituto Alberghiero,Magistrale, Liceo Artistico ecc.).